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La sostenibilità ambientale di Ant Care - Antcare
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La sostenibilità ambientale di Ant Care

Ecco i cosmetici naturali a impatto sociale

Come essere un’azienda sostenibile? Partendo dal rispetto per l’ambiente, e non solo.
Trasformiamo una materia di scarto agroalimentare in un prodotto per la cura della pelle,
efficace e soprattutto circolare. Eppure, la produzione di un articolo di skincare consuma sempre energia. Per questo ci impegniamo a restituire al territorio di provenienza quella stessa energia consumata in forma di benessere per l’ambiente e per le sue comunità sociali.

I nostri? Sono cosmetici a basso impatto ambientale!

Ant Care ha sviluppato cosmetici naturali pensando alla sostenibilità ambientale. Abbiamo usato una metodologia simile al LCA – Life Cycle Assesment, che valuta l’impronta di un prodotto lungo il suo intero ciclo di vita. Materie prime? Pasta di mele, un prodotto di scarto della produzione del succo. Packaging? Quello che genera il minor impatto possibile in termini di CO2 e consumo idrico. Fornitori? Selezionati coloro che supportano i nostri valori, per una vera e propria green supply chain.

It’s good to invest in humanity

Guardarsi allo specchio: noi e i nostri fornitori

Chi formula e produce i cosmetici sostenibili Ant Care? L’azienda cosmetica Reynaldi, da oltre 40 anni produttrice di cosmetici bio e naturali. Tutti gli ingredienti sono biologici, tracciabili sul territorio italiano e lavorati tramite fonti di energia sostenibile. Una chicca? L’80% dei fornitori Reynaldi è situato nel raggio di 300 km dallo stabilimento: in questo modo non solo è ridotto l’impatto ambientale dei trasporti, ma si valorizzano anche i produttori del territorio.

E le spedizioni?

Per ridurre le emissioni inquinanti derivanti dal trasporto delle merci, abbiamo scelto Dhl Green per le consegne degli ordini online, una soluzione per consegne ecosostenibili.
Se però vogliamo garantire dei prodotti carbon neutral, dobbiamo fare di più. Ant Care infatti, acquisterà crediti di carbonio certificati PEFC Italia da un progetto parallelo. Sono crediti che verranno generati dalla gestione di aree boschive limitrofe al parco del Monviso, con l’impiego di ragazzi appartenenti a categorie svantaggiate.

Lottiamo contro lo spreco alimentare da sempre

Lo spreco alimentare poi, è nei nostri cuori e nelle nostre menti. Ad oggi, per ottenere 1KG di pasta di mele, sono necessari 10 KG di sottoprodotto. Perciò, solo nel primo anno, i cosmetici Ant consumeranno 1200KG di scarti alimentari, per crescere poi fino alle 11 tonnellate nel quinto anno. Meno spreco, meno emissioni.

Collaborazioni con altre realtà? Sono le benvenute

Come per esempio, il birrificio Antagonisti di Melle, che sta cercando di sviluppare una birra alla mela. I nuovi mercati impiegheranno molto più scarto di quello utilizzato oggi. Abbiamo poi iniziato delle partnership con centri di ricerca (Environment Park) ed università̀ (Università delle Scienze Gastronomiche di Pollenzo) al fine di migliorare i processi di produzione della pasta di mele.



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